Atene, vintage e decadente…come piace a me!

Prima di partire per la prima volta ad Atene avevo ricevuto dei pareri terribili su questa città: sporca, pericolosa, brutta, un postaccio, non andarci! Ma si sa, io ascolto poco gli altri e ho voluto comunque passarci due giorni ad apertura e a chiusura del mio giro nel Peloponneso per osservarla di persona e da vicino. Al rientro sono andata da tutti quelli che me ne avevano parlato malissimo per dire loro che…beh…io l’ho amata tantissimo!

Per me è una città decadente, con uno spirito vintage ma proprio per questo la trovo irresistibile! Questo non significa che Atene non sia una città moderna, piena di ristoranti e locali dove far festa o semplicemente bere una birra e di spazi artistici innovativi.

Ci ho camminato a piedi per più di 20 kilometri in lungo e in largo e me ne sono innamorata: dalla zona di Plaka (l’area intorno all’Acropolis) alla mia adorata Monastiraki piena di vintage e fervente di locali e di gente a tutte le ore, sono passata per vicoletti e strade moderne cercando di viverla il più possibile e di respirare tutta la sua decadenza tra ferrivecchi e bancarelle di street food.

Ammetto che il mio primo pensiero arrivando ad Atene sia stato il Partenone e l’area dell’Acropolis: desideravo visitarlo da tanto e avevo già acquistato l’ingresso online in anticipo (vi consiglio di farlo perché nonostante fosse il primo periodo post Covid c’era moltissima coda all’ingresso). Mi ci sono recata al mattino presto in apertura e anche questo è un consiglio che vorrei darvi perché dopo pochissimo tempo non solo faceva un caldo pazzesco (era Maggio) ma iniziavano ad arrivare i primi bus carichi di turisti e godere liberamente di questo spettacolo pazzesco che è l’Acropolis con il Partenone iniziava a diventare complicato.

Se amate il genere vi suggerisco anche una visita all’Acropolis Museum che è pieno zeppo di meraviglie dal passato e anche un giro a piedi tra i negozietti intorno all’area dell’Acropolis (quartiere Plaka) per rilassarvi un po’ dopo la visita.

In questa zona si trova anche Al Hammam, posto meraviglioso per godervi un paio di ore di relax nell’hammam più bello di Atene dopo la lunga scarpinata tra le rovine antiche.

La mia area preferita di Atene rimane comunque Monastiraki per i suoi negozietti vintage, il mercatino delle pulci della domenica mattina, i suoi mille locali, la street art e la frizzante vita sociale a qualsiasi ora del giorno e della notte! In quest’area vi consiglio di girare molto a piedi e di perdervi tra le mille stradine piene di sorpese e di interessanti scoperte.

VINTAGE AD ATENE

La prima buona notizia è che Atene è piena zeppa di vintage. La seconda buona notizia è che la maggior parte dei negozi belli di vintage è in centro. La terza è che i prezzi sono molto convenienti quindi qui si può comprare!

Ad Atene ho trovato uno dei negozi vintage più belli del mio lungo peregrinare tra negozi e mercatini vintage per il mondo, un posto in cui mi sono davvero emozionata, cosa che ormai purtroppo mi succede sempre meno: si chiama Troc, è un po’ lontano dal centro ma facilmente raggiungibile in metro, ed è uno spazio enorme pieno zeppo di pezzi scelti con cura. Questo è un paradiso per gli amanti del vintage etnico e del vintage tradizionale greco e turco (questi pezzi sono un po’ più cari rispetto agli altri) e io ci ho perso letteralmente la testa. E’ gestito da un’anziana signora che seppur non parlando molto inglese prova a raccontare la storia di questo posto che è stato il primo negozio di vintage ad Atene nel 1976. Per me un posto imperdibile.

Altro posto molto interessante è Like Yesterday’s, tra vintage, second hand di marca e accessori è stato uno dei miei preferiti in zona Monastiraki insieme a King Kong Vintage non visibile su strada ma al primo piano di un palazzo del quartiere dove ho trovato una bella selezione di vintage anni 70 e 80 principalmente.

Più second hand che vintage vi consiglio un giro da Vintage Love e Treasure House oppure nell’amato dai giovanissimi Yesterdy’s Bread che pur non essendo esattamente nel mio genere ha dei pezzi interessanti tra cui segnalo anche haori e kimono vintage.

Ad Atene c’è anche un bel negozio che vende vintage al kilo e la cui selezione varia parecchio quindi coglie un’ampia clientela di amanti del vintage (piccola ma interessante zona dedicata al vintage etnico dove ho preso anche un bell’abito mediorientale): si chiama Kilo Shop Greece alla fine di Ermou.

Imperdibile il mercatino delle pulci di Monastiraki la domenica mattina: tra vintage e pezzi d’antiquariato vi assicuro che vi innamorerete di questo adorabile mercatino.

DOVE MANGIARE AD ATENE

La cucina greca è tra le mie preferite e ad Atene si mangia bene ovunque ma tra i miei preferiti c’è sicuramente Tzitzikas Kai Mermigkas dove abbiamo provato praticamente quasi tutto il menù!

Se volete una cena romantica con vista Partenone illuminato (solo lo spettacolo vale la cena!) vi consiglio di prenotare da Strofi (i prezzi sono un po’ più alti e il posto un po’ più elegante rispetto alla media). Da Dopios invece potete gustare i piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna mentre vi consiglio un aperitivo da Brettos, locale storico favoloso pieno di pezzi d’antiquariato dal suo splendido passato.

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Un weekend a Malaga tra arte, vintage e tapas

Dopo quasi tre giorni trascorsi a Granada mi sono spostata in bus verso Malaga per passare gli ultimi due giorni in Andalusia. Pensavo fossero sufficienti per visitare con calma la città ma Malaga mi ha letteralmente sorpresa con la sua invasione di musei e centri culturali, tanto che ho dovuto organizzarmi per cercare di vedere il più possibile!

Dopo un giro nella sua maestosa Cattedrale mi sono diretta verso il Museo Picasso (una delle più importanti attrazioni della città) e poi verso la Casa Natale di Picasso, probabilmente più interessante sotto alcuni punti di vista. Dopo questa prima immersione nella storia e nell’arte del pittore malagueño mi sono fermata in un piccolo bar della Piazza dedicato a Bruxelles (La Calle de Bruselas) e poi in uno dei tanti charity shop di Cudeca sparsi per la citta, affacciato anch’esso su questa bella piazza.

Ho inziato un breve giro vintage prima di riperdermi tra i bar e ristoranti del centro storico di Malaga ma il mio pensiero era rivolto alla visita dell’indomani mattina all’Alcazaba, fratello minore dell’Alhambra di Granada ma non per questo meno affascinante.

Fortunatamente aveva smesso di piovere e ho potuto godermi una bella passeggiata all’interno di questo edificio in stile arabo da cui si può godere di una bellissima vista della città e ovviamente delle sue spiagge.

Nel pomeriggio ho continuato il mio giro culturale fermandomi prima al Museo Carmen Thyssen dove si possono ammirare soprattutto delle bellissime opere di artisti andalusi che hanno dipinto spesso scene di vita quotidiana tipiche di quest’area della Spagna; poi ho proseguito il mio giro del centro storico alla scoperta di negozietti locali e ovviamente ancora tanto vintage.

Prima di passare al vintage vi segnalo due negozi che ho amato tantissimo, entrambi nel centro di Malaga: uno è El Altarcito, bellissimo negozio che vende prodotti artigianali e alimentari direttamente dal Messico; l’altro è Arabesque con tantissimi capi e accessori handmade in stile etnico che ho adorato!

Ho continuato poi il mio giro culturale al mattino seguente dirigendomi prima al Centro Cultural de la Malagueta realizzato intorno alla Plaza de Toros dove era in corso una bellissima mostra (gratuita) sul fotografo di moda (e non solo) Jean Marie Périer e poi al Centre Pompidou di Malaga, a due passi dal Porto. Qui ho scoperto che la bellissima collezione permanente era chiusa al pubblico per lavori di restauro del Museo ma ho scoperto un’artista favolosa Sophie Calle, le cui opere erano invece esposte in una collezione temporanea. Da lì direzione quasi obbligata i ristorantini del Muelle Uno, dove si può osservare il viavai di turisti a spasso lungo le banchine del porto, sorseggiando una birra locale e gustando le favolose tapas andaluse!

Prima di lasciare Malaga ho fatto però anche una capatina alla zona di Soho, nota per la Street Art (è possibile vedere alcune opere di TV Boy…anche se quella dedicata a Picasso è stata distrutta) e perdersi nei mercatini di handmade di questa zona che è diventata molto di moda negli ultimi anni.

VINTAGE A MALAGA

Se Malaga mi ha sorpreso per l’enorme quantità di musei, devo dire che anche a vintage è messa più che bene! I due store di Península Vintage valgono entrambi una visita approfondita perché si possono trovare dei bei pezzi e a prezzi adeguati.

Altro preferito (forse potrei dire IL preferito) è Epoca Vintage and Second Hand dove ho trovato vintage degli anni 50 e 60 e alcuni pezzi etnici particolarmente interessanti (è quello dove ho acquistato di più ma i prezzi sono molto corretti e ci sono delle chicche che meritano davvero!)

Anche a Malaga, come in quasi tutte le città spagnole, c’è un Flamingos Vintage Kilo: negozio di moda americana che vende al kilo e dove spulciando tra i tantissimi capi di abbigliamento è facile trovare pezzi incredibili per pochi euro (esempio: ho speso 20 euro per un abito vintage e una djellaba marocchina vintage favolosa!!)

Altro negozietto interessante dove però la qualità è leggermente più bassa ma è necessario ravanare pesantemente per trovare capi interessanti a prezzi molto convenienti è Mosaico Vintage; ho scoperto che ce n’era uno anche a Granada ma quello me lo sono perso!

Uno dei negozi che avrei voluto tanto visitare ma che ho trovato chiuso in entrambi i giorni in cui ci sono passata è Entrecosturas: nella mia ricerca online sembrava un posto meraviglioso ma nella realtà non sono riuscita a visitarlo (se qualcuno di voi lo conosce fatemi sapere com’è davvero, sperando che non abbia chiuso i battenti).

DOVE MANGIARE A MALAGA

Tapas: Pez Lola, Pepa y Pepe, Gorki e ristoranti del Muelle Uno

Churros: imperdibili quelli di Casa Aranda

Teterías: adorabile quella di San Augustín, di fronte all’omonimo convento e a due passi dal Museo Picasso.

DORMIRE A MALAGA

Malaga è piena di hotel e i prezzi sono mediamente più alti rispetto a Granada ma posso consigliarvi l’Hotel California (il nome la dice lunga…) per il buon rapporto qualità-prezzo, ottima posizione e soprattutto…un arredamento vintage nella zona lobby e colazione davvero da perdere la testa!

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Un biglietto per Granada: vintage e altre storie (adesso in italiano!)

Bentornati con un nuovo viaggio alla scoperta di Granada (anche vintage)…finalmente in italiano!

Granada è la prima città che ho visitato dopo due anni di Covid che mi hanno tenuta nei confini nazionali per troppo tempo! Era un viaggio programmato nel Marzo del 2020 che è slittato piano piano fino ad arrivare a esattamente due anni dopo…ma che gioia respirare l’aria andalusa alla ricerca dei miei antenati!

Granada è una cittadina relativamente piccola, che si gira facilmente a piedi e due giorni sono sufficienti per fare un buon giro anche se c’è tanto da scoprire soprattutto se ci si lascia guidare dai suoi sentieri che dall’alto al basso la attraversano in un dedalo di stradine che offrono nuove scoperte ad ogni angolo.

Ho iniziato la mia visita dal Albayzín, il quartiere arabo dove sembra di muoversi nel souk di Marrakech tra negozietti di souvenir nordafricani e vicoletti pieni di costruzioni affascinanti: questo è anche il posto perfetto per una pausa dolce in una delle tante teterías (sale da tè in stile arabo) o per un henné alle mani o ancora per un pasto marocchino in uno dei tanti ristoranti del quartiere.

Il giorno dopo mi sono svegliata presto per visitare finalmente la Alhambra, capolavoro di architettura araba, dove sono rimasta in adorazione per diverse ore prima di essere spinta dalla fame a lasciare questo posto meraviglioso dove ho sentito vive e forti le mie radici arabe. Perdersi nei dettagli di questa architettura è un vero viaggio nella cultura araba e nel suo importante passaggio in Andalusia.

Ho passato poi il pomeriggio nelle vie del centro tra negozietti vintage, librerie indipendenti e una visita alla Cattedrale prima e alla Capilla Real (dove sono sepolti i reali Isabella e Fernando) poi, prima di tuffarmi in uno dei miei più grandi piaceri: l’hammam! Per questa esperienza nei bagni arabi ho scelto l’hammam Al Andalus, un posto davvero magico in cui sembra di tornare indietro nel tempo in questi bagni interamente ricostruiti con lo stile arabo dell’epoca.

Ho concluso la serata in un Tablao tradizionale (La Arborea) dove ho assistito a un bellissimo spettacolo dal vivo di flamenco sorseggiando vino tinto (rosso) in un’atmosfera pazzesca piena di carica ed energia!

VINTAGE A GRANADA

Tra i miei preferiti sicuramente La Buhardilla e Oh Oh July, sulla stessa strada a pochi metri di distanza, entrambi ricchi di vintage soprattutto degli anni 70 e 80.

Interessante anche Mosaico Vintage e Flama ma lo stile è decisamente più 90s e street style per chi ama il genere.

Casa Kuna è un posto speciale dove si può trovare artigianato locale e pezzi second hand sia abbigliamento che mobilio ma anche tapear nei tavolini fuori.

Per gli amanti dei libri di seconda mano segnalo invece Reciclaje e El Tiempo Perdido, due bellissime librerie piene di tesori.

DOVE MANGIARE A GRANADA

Se avete voglia di bere una birra o un bicchiere di vino accompagnati da tapas eccezionali (in parte gratuite quando accompagnano da bere) vi consiglio di fare un salto in uno di questi posti e di assaggiare le tante tapas caratteristiche, una più buona dell’altra:

  • Oliver
  • Los Manueles
  • Los Diamantes
  • Bodega Castañeda
  • El bar de Fefe

Per un pranzo etnico dal Nord Africa invece sapete già dove andare….

DORMIRE A GRANADA

Senza dubbio la Posada del Toro è un posto delizioso a prezzi abbordabilissimi da cui è passata tanta storia…loro poi sono super gentili e disponibili per consigli di ogni tipo e poi ha la migliore posizione possibile!

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The Ladybug and the long hunt for a vintage smoking jacket

A few years ago I decided that I wanted a vintage man smoking jacket: I couldn’t stop thinking of the many outfits that I could create with it, even easy ones, and I believe that this is a collector piece that would stay forever in the wardrobe.

I started then a long hunt for my perfect smoking jacket knowing that they are very hard to find mostly for two reasons:  1. As I said last time I’m not really a fan of oversize jackets then I would have needed to find a small men size (very rare!); 2. Not many sellers deal with this type of jackets as they are not easy to sell.

As many of my vintage hunts it lasted a few years and it ended with the help of Ilaria from Madame Ilary who found this perfect olive green piece for me: it’s just amazing! The shape, the color, the size, I think it was really made for me! The long wait for the perfect piece was over but I can say that this piece was really worth the wait!

This is a very important lesson for those who want to buy vintage and want to do it sustainably: don’t rush on the first piece you find thinking that you cannot find better. You’ll always will. Trust vintage and you’ll see that the perfect piece for you is just around the corner. Maybe it could take some time (sometimes even years) but don’t be in the rush, it will appear sooner or later!

I immediately wore my new vintage smoking jacket with a simple black organic cotton shirt, a pair of vintage Levi’s jeans  and a pair of aqua ankle boots from Ouigal.

Last important touch: a vintage hairdo realized by the amazing Kitty Vintage Style and a precious comb created by Madame Ilary.

What do you think of my first outfit with this fantastic piece? Easy peasy!

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The Ladybug on the Oversize way of living!

Oversize clothing is often a trend: oversize pants, oversize jackets, oversize tees we have had them all as a trend in the last years and they keep coming back every now and then. But be careful: oversize is not just a trend and we can’t make it ours if we don’t really feel it!

In the last couple of years for example vintage oversize jackets had a huge comeback in the vintage shops; men blazers in particular were everywhere in shops and in town! I really love a man jacket on a woman but hey…that’s not for me! It’s just not my style!

The result is that if I see it on a girl in the street I think it’s cool but when I wear it I feel it’s not me at all.

You want to know why? It’s easy: oversize is a way of living, not just a trend. Many people love this style and I think it suits them perfectly, because it’s theirs, they can really feel it! This is applicable for every style I guess and it is important to acknowledge that, especially when we buy by trends because if it’s not ours we won’t wear it! If we won’t wear it we wasted money and we acted unsustainably.

Nevertheless, with my Sicilian mate Leli Green Closet I decided to give it a try: she offered me this beautiful gray vintage men blazer and I decided to style it my way. With a sweater from Madame Ilary, a pair a jeans from Rouje and two incredible pieces that I found on Vinted last year: a vintage Celine shoulder bag and a pair of Texan boots from Roberto Cavalli. Indian earrings are vintage from my mum.

I must confess that I felt quite comfy and at ease with this jacket even if I have never worn one before. It was a test and it worked. I keep using it and I also tried this style at work with a floral dress. It works.

Still it is and will be probably the only oversize jacket in my wardrobe.

How do you feel about them? Is that your style or you don’t wear them? Or maybe you just follow the trend…let me know, I’m curious to hear about that!

Photo credit: Marco Di Terlizzi

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The Ladybug on vintage pride and prejudice

It has been almost 30 years that I buy vintage and I start having a sort of attitude like: “I know what it’s good for me so leave me alone when I do my vintage shopping”. This is not a very good attitude for a vintage shopper: the fact that we have clear vision on what we like and what we are looking for dors not mean that we can underestimate the surprising power of vintage!

I am wearing here the vintage suede jacket that started my thoughts and considerations on how vintage can still surprise me, as well as the eye of a vintage seller who convinced me to try it even if I did not want to (“It’s not my style” – I said – “I don’t like the color either!”). The good part of it is that the vintage seller was Tiziana from Vintage Afropicks and I have such a consideration and estimation of her work that I always give it a try when I see that she is insisting on something!

And I must confess that she was totally right: not only this jacket was amazing and fitted perfectly but I also loved the style and eventually thought that the color was great on me!! Unbelievable!!

When I left the shop I thought that I should never say no to a vintage try, even if I’m not convinced at first, because I’ve got my best pieces exactly like that, when I didn’t expect them!

For this shooting during a warm end of October day in Milan I wore this beautiful jacket from Vintage Afrocpicks with a handmade green pussycat bow shirt from Madame Ilary and my favorite black trousers from Rouje.

The bag is an old L’Autre Chose piece found during a sample sale, the shoes are vintage from Damsels in Distress. Ginkgo earrings are handmade from the amazing Made in Camper.

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The Ladybug can hear the “African Voices”

One of the most vibrant and interesting exhibits that I have attended this year is African Voices hosted by one of my favorite art galleries in town, Officine dell’Immagine.

The exhibition was entirely dedicated to the complex and multifaceted African artistic panorama: Safaa Erruas (Morocco), Mounir Fatmi (Morocco), my beloved Maïmouna Guerresi (Italy-Senegal) and Kyle Weeks (Namibia) pieces are showcased with their different yet dynamic views of the African continent. Each one of them with their characteristic form of art and thinking. Not only different views but also different languages adopted by the artists involved, whose works can range from videos to installations, from photography to sculpture. All these pieces were exhibited in Milan for the first time.

No need to say that I enjoyed it very much and I loved spending time in analyzing and interpreting the views of these incredible artists.

Officine dell’Immagine is not new to this type of event: I suggest that you follow them to keep informed on the new exhibits as personally I loved each and every one of them.

You can find some of my favorite pieces here and a special sustainable outfit for the event:

  • Second hand short-sleeved jumper from Sézane on Vinted
  • Vintage leather skirt from Vintage Como
  • Vintage 80s boots from London Corner
  • Second hand man blue shirt
  • Vintage bag from Humana Vintage
  • Vintage Mila Schon headscarf from Archetipo
  • Handamde earrings from Metalica

Can’t wait for the next Officine dell’Immagine event (also I love the fact that every time we go we are always alone and can enjoy the whole gallery only for us!!)

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The Ladybug tells the fascinating story of Aran textiles

If you love vintage, especially vintage sweaters, you need to read this post as I’m going to tell you something more about the fascinating story of Aran sweaters (a piece that is a must have in our wardrobe!).

Aran sweaters (or cardigans) get their name from the Aran islands off the west coast of Ireland, islands of fishermen and farmers, known all over the world for their precious textiles. Their weaves tells stories: stories of the families who gave them birth or have them as a social code, they often contains codes to be read and they are handed down from one generation to another. Many of their stitches are reflective of Celtic Art.

From their origins Aran sweaters are strictly linked to clans and their identities: the different stitch combinations can transmit a lot of information to those who can interpret them; they were a reflection of the lives of the knitters and their families and they stay within the same clan for generations.

Can you imagine that in the past the weaves were used to identify the fishermen washed up on the beach? Today an official register of Aran weaves exists and it is possible to refer to it in the Aran Sweater Market on the Aran islands.

The yarn is very heavy and robust, perfect for warming the body especially in the sea because it is also water repellent as it absorbs more than 30% of water before getting wet. The natural wool fiber is breathable and helps maintaining the body at its ideal temperature, protecting from excessive cold or heat.

Even if nowadays it is quite easy to find good quality Aran wool sweaters produced with modern machines, it is quite difficult to find handmade ones new. The good news is that you can still find handmade original traditional Aran cardigans and sweaters in the vintage stores and markets. I often found them in UK and in Ireland (where my vintage cardigan comes from – a garage sale in Dublin…even if I had to change the original buttons, which was such a shame!) and the second positive thing is that, being quite resistant, they don’t fear time passing: most of them was in excellent conditions!

I am wearing mine here with a thrifted (but new) Realisation Par animal print silk skirt, an organic cotton tee and a pair of old Carmens ankle cowboy boots. The bag is vintage from Live In Vintage in Milan.

Do you own an original Aran piece?

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The Ladybug’s sustainable flowers are BLOOMing!

When we talk about sustainable fashion – in Italy but not only – we can’t not mention Gaia Segattini, definitely one of the Italian pioneers for everything knitwear sustainably created.

But this is only one of the reasons why I love her brand so much and I am thinking of enlarging my personal Gaia Segattini Knotwear collection! I will try to give you a list of things that I love about her (as a person, for as much as I can see from Internet) and as a brand:

  • Sustainability of a brand is not only a matter of fabrics: Gaia Segattini creates her wool and cotton pieces with recycled yarns from other companies’ scraps. Don’t think of scrap as a bad quality yarn: most of times companies don’t use all the ordered materials and for this reason they sell what they don’t need for their production. Additionally, she owns a factory where people are correctly treated and she doesn’t produce more than what customers will buy; mainly the colors of her standard pieces depend on the availability of the yarns and she uses monthly drops with the produced pieces instead of permanent collections to reduce waste.
  • The wool: I can’t get enough of a brand that produces mostly 100% wool pieces…it means that I don’t necessarily have to look for vintage pieces when I need a quality sweater made with natural fibers!
  • Colors and shapes are always super fun and adaptable to different people’s styles: every type of woman (no matter the age, the style, the fashion preferences) can use and adapt a Gaia Segattini’s piece to her personal style. This is very rare for a brand!
  • I just said women but she has a variety of pieces that are totally unisex and can be shared with other members of the family!
  • She is super fun (as her pieces!): her colored world and warm smile are irresistible!

The sweater that I am wearing here is from her famous Bloom Collection (it took different months to find it during one of her drops…no need to say that they sell out super quickly right? But hey this is slow fashion!) and this was the first piece that I purchased from her. I love it because of the wool flowers on the shoulders and because you don’t need much more to feel “dressed”: I wore it with a simple Rouje jeans, a pair of Carmens cowboy boots and a vintage cross-body bag from Live In Vintage in Milan and it just made my style bloom!

Next purchase for winter: a Friend sweater (striped or simple, I don’t know yet!). What’s yours?

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The Ladybug on the joy of knitting

When I was a kid we used to spend part of our summer holidays at the countryside, at my mum’s home village. I particularly loved those weeks spent in the nature for many reasons: I could spend a lot of time in the country with my dad eating fruits from the trees or drinking pure water from a lemon leaf; I could pick fruits, play with dogs and cats, ride my bike, wear my granny’s clothes and…learn a lot works. I used to spend a couple of hours per day with an old lady of the village who thought me to crochet, to embroider, to tat and my granny also thought me how to knit (she was so good that sometimes when we had no needles she did it with my colored pencils!).

When I grew older I slowly stopped loving my holidays at the countryside as I preferred to spend time at the beach with my friends and with time I lost all of the good things that I learned in the village.

I feel so bad if I think about it now: you cannot imagine how much I wanted to restart at least crocheting and knitting but I thought that it was too late and I was too old to get back at it. Well, I was wrong.

During a very intense moment at work, I understood that I needed some side activity to relax. Knitting was the first idea that came to my mind: I desperately looked for knitting classes in Milan but I couldn’t find what I was looking for, until I saw an ad on Instagram. It was from We are knitters. They promised to make you learn with their tutorials and that you could start from beginners’ pieces to practice your skills. I wasn’t convinced that it could be that easy! I asked them if I really could start from scratch, telling them that I have never knitted in my life. They answered: Sure, no problem!

It’s only when I had an impartial review from a friend of mine that I decided to give it a try: not only it was true but I loved it!! I spent all my afternoons watching tutorials and quickly learning the basic stitches and in a couple of weeks I finished my first paired cinnamon snood and headband (those that I am wearing in these pictures). I then made another headband for my mum and a maxi mustard scarf. Now I want to start also crocheting!

The benefits are multiple: not only I can make myself clothes (which I find extremely sustainable and satisfying!) and make them for the people I love, I can also relax and leave all my problems and stress outside when I start knitting. The fact is that you must be so focused that you automatically stop thinking of other business. Isn’t it amazing? You also have the gratifying feeling of learning something and of creating a piece from your own hands, which is really amazing!

While I keep practicing my knitting skills and starting my crocheting ones, let me show you how I paired my creations for a Sunday at the vintage market with my friends: a wonderful navy vintage coat from Je m’en fous vintage, a pair of old Zara brown trousers, a pair of vintage cowboy boots from the French brand Sartore found on Vestiaire Collective, a vintage cross-body bag from Live in Vintage and my vintage and handmade rings!

As a detail for my snood, I added a beautiful handmade butterfly brooch, a present from Giorgia, owner of Je m’en fous vintage, created from vintage Japanese fabrics. Isn’t too cute on the snood?

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